"Certo, è strano non abitare più la terra
non agire più gli usi da così poco appresi
e alle rose, e alle altre cose piene di promesse
non dare più il senso di un umano futuro;
ciò che eravamo in mani illimitatamente ansiose
non essere più, e anche il proprio nome
abbandonare come un giocattolo infranto.
Strano non desiderare più i desideri. Strano
quel che stretto si teneva vederlo dissolto
fluttuar nello spazio. E penoso esser morti:
un continuo ricercare, faticosamente in traccia
di un poco di eternità. Ma i viventi compiono
tutti l’errore di tracciar troppo netti confini.
Gli angeli (dicono) spesso non sanno se vanno
tra i vivi o tra i morti. L’eterna corrente
trascina attraverso entrambi i regni ogni età,
sempre con sé, ed entrambi sovrasta con il suo suono."
Rainer Maria Rilke (Elegia di Duino, 1921)
La poesia di Rilke è sì uno stimolo alla riflessione sul mistero
della nostra esistenza ma anche un invito a non compiere in vita
"l'errore di tracciar troppo netti confini".
1 commenti:
Bel post. Complimenti! :-)
Posta un commento